Dove ho trovato il coraggio di cambiare.

guarda avanti con fiduciaCome buttarti nell’avventura dei tuoi sogni, senza paura del giudizio altrui – ti racconto la mia esperienza.

Prima di mettermi in proprio la mia paura più grande era che tutti mi avrebbero riso dietro, criticato  in mille modi, cercato di fermare.
“Hai un lavoro nel pubblico, il contratto più sicuro che esista, cosa vuoi di meglio nella vita?”
Io volevo di più.
In quel mondo in cui gli altri stavano bene, io mi sentivo stretta, incompresa, sola.

Ma mi vergognavo ad ammetterlo, perché “non ti puoi lamentare se hai un lavoro fisso e sicuro, là fuori è pieno di gente che sta molto peggio”.

Verissimo, ahimè, ma i sogni se ne fregano del mondo reale.

E quindi stavo zitta, e soffrivo.

Poi la crisi.

Una crisi amorosa, un tumore in famiglia e un capo senza scrupoli.

Tutta me stessa mi diceva di scappare, di allontanarmi, di andare via.
E l’ho fatto: ho preso un anno sabbatico (uno dei tanti benefit del lavoro pubblico) e mi sono ritirata nel mio guscio, a studiare e imparare nuove cose, che è quello che mi è sempre piaciuto fare.

Adoro imparare, dalle lingue straniere alla matematica, dalla letteratura alla biologia, dal rompicapo alle regole di uno sport: mi è sempre piaciuto studiare, perché è un po’ come sognare.

Studiare ti apre talmente la mente dalle tue solite limitazioni che è come entrare in un mondo nuovo, in cui tutto è diverso.

E mentre imparavo a usare WordPress, rispolveravo le mie nozioni di marketing, studiavo i social media e la comunicazione digitale, ma anche l’astronomia, il giapponese, la vela e le leggi tributarie, è successo quel che succede sempre.

Le mie ferite pian piano sono guarite, sono diventate cicatrici.

Alcune sono ancora rosse, altre prudono quando sono in difficoltà, ma ho iniziato a stare meglio.

Perché, nel frattempo, avevo capito chi volevo diventare: per riuscire ad essere felice delle piccole cose devo prima sentirmi bene io, e per sentirmi bene io, devo aiutare gli altri, devo farli stare meglio, devo farli sentire così felici e soddisfatti come ora lo sono io.
Nella vita personale, ma anche nel lavoro, io sono felice quando mi rendo utile agli altri, voglio (solo) salvare il mondo.

La ricetta della felicità?

Molto semplice nella teoria, molto difficile nella pratica: cambiare.

Smettere di essere quello che sei, e diventare quello che scegli di voler essere.

Nel mio caso una persona che riesce a fare la differenza, a cambiare in meglio una qualche piccola cosa.
Qualunque sogno è lecito, tutti i giudizi morali sono sospesi, perdono di significato.

Io ci sono riuscita grazie al fatto che si erano disgregati la maggior parte dei legami che mi tenevano stretta alla vecchia me.
Un lavoro stabile, un fidanzato storico, uno stare in famiglia leggero e superficiale.

Quando arriva un tumore maligno, arriva all’improvviso, spesso è una semplice telefonata, ma in quel momento capisci a pieno il significato dell’allocuzione “fulmine a ciel sereno”: quello che stavi facendo perde di significato, si spezza e non capisci più perché dovresti riprenderlo in mano e ricominciare a fare quel che stavi facendo. Perché nel frattempo la tua mente è stata scagliata in un universo parallelo di ricordi, pensieri ed emozioni che riconosci solo in parte, come un peluche perso a 6 anni e ritrovato a 40, “è davvero il mio tanto amato Poppi? Me lo ricordavo diverso.”

Quando arrivano questo tipo di fulmini, dopo il primo spaesamento iniziale, ti ritrovi a pensare e parlare di cose dense, pesanti, perché hai capito che il tempo è limitato, rivedi le tue priorità, cerchi di recuperare il tempo perduto. E questo non lo auguro a nessuno, perché è una via dolorosa per rinascere. Ce ne sono di peggiori, certo, ma anche di più facili.

Senza alcune persone speciali al mio fianco non ce l’avrei fatta, o non così bene, così felicemente.
Perciò questo è quello che ti auguro e ti esorto a fare: circondati delle persone giuste, quelle che credono nel tuo potenziale.

Quando sarà ora, potrai pensare a loro per trovare il coraggio di partire, immaginerai i loro sorrisi soddisfatti a vederti fare il “grande passo”.

Perché se ti fissi su cosa direbbe la tua famiglia, il tuo ex-capo o il tuo amico d’infanzia, non ce la farai mai a buttarti nell’avventura dei tuoi sogni, la paura del loro giudizio sarà più forte della voglia di cambiare.

Frequenta chi ti stima come persona, chi è convinto delle tue capacità, al punto tale da essere disposto a lottare al tuo fianco per vederti realizzato.

Usa la loro energia per alimentare la tua ma non illuderti: le tue battaglie le devi combattere da solo, non puoi farlo fare a nessun altro, altrimenti non funziona.

Sei tu e solo tu che nel silenzio del tuo cuore, guardandoti e parlandoti senza veli, puoi trovare le risposte.
Nelle notti in bianco, nelle camminate in montagna, negli sport in solitaria.
O nella meditazione, nelle discipline orientali, in un viaggio non programmato.
Il “dove” e il “come” sono diversi per ognuno di noi, ma la sostanza è la stessa.

Perchè la vita è una sola, vuoi davvero lasciarla scorrere così?

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18 pensieri su “Dove ho trovato il coraggio di cambiare.

  1. Bellissimo quello che hai scritto, Chiara. Il senso di tutto sta proprio nella tua frase conclusiva. La vita è una sola, vuoi davvero lasciarla scorrere così?

    Spesso ci sembra di dover tenere fede all’immagine di noi che è già plasmata, al copione che abbiamo imparato a memoria anche se dentro ci sentiamo di voler essere diversi.
    La mia crisi è stata la maternità. Al momento di ricominciare a lavorare ho avuto un vero rifiuto per ciò che facevo prima. Ora sto cercando di rincorrere il mio sogno perché il pochissimo tempo che ho senza mia figlia lo voglio dedicare a un lavoro che ho scelto e che mi piace, che mi da soddisfazione e mi rende orgogliosa di quello che faccio.
    Non è facile capire da che parte iniziare, ma riconoscere che si è liberi di cambiare a dispetto del giudizio altrui è il primo importantissimo passo.

    Piace a 1 persona

    1. Hai proprio ragione Francesca, il primo importantissimo passo è riconoscere che non devi niente a nessuno, se non a te stessa.
      Che detto così suona un po’ brutale, ma se ti accontenti della forma che ti hanno dato gli altri (o te stessa, ma in un momento in cui ti sentivi diversa) quanto sarai felice? Quanto potrai rendere a quelle stesse persone (te compresa) in termini di serenità, attenzione e ascolto?

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  2. Ciao Chiara, grazie per la condivisione.

    Anch’io ho fatto una scelta forte 8 mesi fa, lasciando un lavoro sicuro a due passi da casa. Ho deciso di fare un’esperienza all’estero per poi cambiare percorso e svolgere una professione che mi dia maggiori soddisfazioni. Certo, non è facile ricominciare tutto, specie dopo i 40 come nel mio caso; ma anch’io, come te, amo studiare e mi sento viva quando imparo e conosco cose nuove. Tanti non capiscono queste inquietudini esistenziali, la sensazione di star perdendo il proprio tempo, ma devo dire che una volta fatta la scelta (senza aver chiesto a nessuno pareri) tanti hanno mostrato sincero apprezzamento per questa “deviazione” dal percorso stabilito. Guardarsi dentro per capire dove si vuole arrivare, poi pensare a come costruirlo, condividendo solo con chi è predisposto al cambiamento, altrimenti i freni saranno sempre troppi. Un saluto! Roberta

    Piace a 1 persona

    1. Roberta grazie a te per aver commentato: è bellissimo sapere che nel mondo ci sono così tante persone affamate di sapere e voglia di cambiare.
      E complimenti a te che hai saputo svoltare nonostante tutti i “se” e “ma” del caso!

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  3. Complimenti Chiara!
    Ho fatto la stessa scelta 20 anni fa e almeno altre 2 o 3 volte in seguito. E non me ne sono mai pentito.
    Un saluto e mille in bocca al lupo!

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