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Quanto può essere dannoso lo spam? L’e-mail marketing spiegato semplice

4 cassette psotali colorateL’email marketing è uno strumento potenzialmente molto utile per far crescere la tua attività, ma lo spam potrebbe annullarne tutta l’efficacia, sta a te far sì che non accada.

Cosa significa spam? Con “spam” si intende la posta spazzatura, in inglese junked mail: tutti quei messaggi indesiderati che ogni giorno invadono le nostre caselle di posta elettronica.

Tecnicamente, si considerano spam i messaggi ripetuti ad alta frequenza o monotematici, con scopi commerciali o offensivi, così come ci dice Wikipedia (e ti consiglio di andare a leggere la curiosa storia dell’origine del termine).

Di fatto, oggi, nell’uso comune del termine, rientrano tutte quelle mail che chiamiamo indesiderate.

A fine anni Novanta, quando ricevevamo qualche mail a settimana, capitava che arrivassero mail incomprensibili, piene zeppe di pubblicità, spesso scritte in italiano sgrammaticato che, puntualmente, aprivi ed eliminavi senza pensarci troppo.

Ma con il passare del tempo le cose sono cambiate.

Già nel 2014 un gruppo di studio americano stimava che la percentuale di mail spam nella nostra posta fosse tra l’87% e il 90% delle mail complessivamente ricevute.

Poi i sistemi si sono fatti più sofisticati: da un lato i server di posta elettronica che bloccano direttamente in entrata i tentativi di spam più grezzi, dall’altro chi le scrive ha migliorato la presentazione, il lessico e la grafica in generale.

Nel frattempo però si sono aggiunti due fattori di complessità: alle innocue mail di spam si sono aggiunte quelle di raggiro (phishing, trolling, ecc,) e il numero di mail che riceviamo ogni giorno è aumentato in modo smisurato.

Le usiamo per lavoro, per programmare il tempo libero, per scrivere ad amici vicini e lontani: per questo motivo apriamo la mail almeno una volta al giorno ed ogni volta incontriamo tutta una serie di messaggi che non ci interessano e che riteniamo “fuffa, noiose, inutili, invadenti” (in una parola, spam).

Le mail spam sono innocue?

Tecnicamente le mail spam in sè sono innocue, nel senso che non ti danneggiano il PC o la casella di posta elettronica, basta eliminarle e non ti daranno più alcun problema.

Il fatto è che sono dannose per un altro motivo: sono troppe.

Quando le informazioni che ricevi (mail, in questo caso) sono troppe, sei obbligato a fare una scelta di attenzione e la situazione in cui ti ritrovi è più o meno questa:

– hai una cartella spam che non guardi mai;

– nella cartella della posta in arrivo trovi comunque decine di mail con indicazioni di offerte e “sconti imperdibili”, piene di grassetti, punti esclamativi e qualunque roba possa servire ad attirare la tua attenzione;

– sistematicamente, inizi a cancellare e non guardare nemmeno più certi tipi di mail, perché le hai già lette una volta e hai deciso che non ti interessano;

– tra tutte queste mail ricevute rischi ogni giorno di perdere quella mail importante che aspettavi di ricevere (e che, forse per errore, hai cestinato con il resto);

– la probabilità che che tu possa notare una mail inaspettata è vicina allo zero.

La soglia di attenzione è bassissima.

E se questo è vero per la tua casella di posta, lo è anche per quella del tuo cliente: in mezzo alle decine di mail ricevute, potrebbe perdersi anche quella che TU gli hai mandato (quella con l’invito all’inaugurazione del tuo nuovo spazio, ad esempio).

Se sei un imprenditore e vuoi farti pubblicità tramite mail, devi tenere conto proprio di questo: che la tua mail finirà in mezzo a decine, se non centinaia, di altre mail che quella persona (il tuo cliente) riceve ogni giorno.

Ecco perché lo spam è dannoso, perchè se vuoi fare e-mail marketing ti devi scontrare con il fatto che ognuno di noi ha la casella di posta invasa dallo spam.

E quindi, in qualche modo, dovrai farti notare: hai capito il perché di tutti quei maiuscoli e punti esclamativi?

Anche se ormai la scritta “OFFERTA!!!!” sulle mail che ricevi non funziona affatto, anzi in molti casi irrita, questo è stato per tanto tempo il modo più utilizzato per attirare la tua attenzione.

Le basi dell’e-mail marketing

Non siamo tutti uguali ma, in ogni caso, la nostra scelta di aprire una mail o archiviarla come “spam” non dipende da quante parole in maiuscolo ci sono.

Dobbiamo considerare una serie di fattori che il nostro cervello processa nel giro di qualche secondo, quando decide se classificare una certa mail come importante o come spam. Questi fattori sono riconducibili a tre tipi di domande:

  1. Capisco chi è il mittente? Mi ricordo di lui?
  2. Chi ce la manda è una persona o un’azienda che apprezzo e che mi piace?
  3. L’ultima mail che mi aveva mandato mi era piaciuta?

Queste sono le domande che ognuno di noi, inconsciamente e molto velocemente, si pone davanti ad una nuova mail.

Dalle risposte che si daranno i tuoi clienti dipenderà l’efficacia della tua campagna di e-mail marketing, dal fatto che si ricordino chi tu sia, che gli piaccia quello che fai e che non abbia abusato del loro tempo mandando “fuffa” in precedenza.

Basta che una di queste condizioni venga a mancare e la capacità di raggiungere i tuoi clienti si abbasserà tantissimo, fino a percentuali di apertura delle tue mail inferiori all’1%, al punto tale che sarà meglio evitare, per non sprecare inutilmente tempo e risorse preziose.

Il prezzo del non essere piaciuti, e ricordati, è l’oblio

Perciò prima di iniziare a farti pubblicità tramite mail rifletti bene su qual è la sensazione che vuoi far scattare nel tuo cliente (benessere, gioia, curiosità?) e lavora sul contenuto della tua mail in modo tale che arrivi a questo scopo.

Non ti puoi permettere di farti classificare come “spam” dalle persone che stanno dietro gli indirizzi e-mail che hai raccolto nel tempo, altrimenti avrai buttato via un tuo importante capitale. Quale capitale? La lista di persone che ti hanno lasciato il loro indirizzo mail e sai che sono, o potrebbero essere, interessate al tuo prodotto e che quindi devi cercare di coinvolgere, intrattenere, aiutare e supportare.

Solo così potrai diventare il loro punto di riferimento rispetto al bisogno che soddisfi.

Dalla teoria alla pratica

La teoria l’abbiamo appena vista, la pratica ha a che fare con tutta una serie di strumenti digitali che ti permettono di inviare mail diverse a persone diverse, vedere se le hanno aperte, se dopo averle aperte hanno cliccato sul link che gli hai proposto, e più in generale se le tue campagne di e-mail marketing stanno funzionando.
Ma prima ancora, tra la teoria e la pratica, c’è di mezzo la strategia.

La strategia è il passaggio obbligato per sperare di ottenere dei risultati positivi.

Pianificare cosa vuoi ottenere e come lo vuoi ottenere è la base del successo dell’e-mail marketing e, in realtà, di qualsiasi altro strumento. Se ti limiti a dire che il tuo obiettivo è “voglio vendere di più” sei sulla strada sbagliata, perché non potrà mai essere anche l’obiettivo del tuo cliente: cosa mai gli può interessare di quanto vendi tu?

A lui possono interessare tante cose che ti riguardano ma non di sicuro quanto fatturi 😉

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Tratta il tuo ultimo cliente come se fosse il primo

il più bel cappuccino che mi possa arrivare

Quante volte hai ordinato un cappuccio e ti è arrivato un cappuccino così?

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